mercoledì, 14 novembre 2007
KAROL, ANCORA LUI
(on air: "Szymanowski - Etude op.4 n.1 (Luca)")
Questa foto di
Karol Szymanowski al piano è impressionante. Perché, vi chiederete voi. Non lo so, non c’è un motivo particolare. E’ solo che vedere uno dei miei compositori preferiti ritratto davanti al suo strumento, più o meno negli anni in cui ha dato alla luce le sue prime opere per piano, quelle giovanili che io adoro (a discapito delle altre, per cui è realmente passato alla storia), mi fa un certo effetto. E poi la foto è venuta leggermente mossa, il viso sfocato e pallido pare quello di un fantasma. Dietro, appesi al muro, si riconoscono i ritratti di Chopin, grande al centro, e Wagner, più piccolo sulla destra.
Quello che ascoltate in sottofondo è il primo dei suoi
Quattro Studi op.4, composti intorno al
1902-1904. L’ho registrato qualche giorno fa. Succede molto raramente che una mia esecuzione mi soddisfi e in genere, per quanto mi riguarda e paradossalmente, il grado di appagamento è inversamente proporzionale al lavoro compiuto. Più studio e peggio suono. In questo caso, una volta tanto posso dire di aver smentito tale regola. Ho studiato con precisione questo pezzo per molti giorni, mi ci sono applicato con rigore maniacale, come spesso mi succede con Szymanowski (cosa per altro inevitabile, considerata la difficoltà tecnica dei suoi pezzi pianistici) e almeno in parte ritrovo i miei pensieri tradotti in musica.
L’influenza di
Alexander Skriabin sullo Szymanowski giovanile è indubitabile e fortissima. Eppure si intravede una forza creativa personale. Forse proprio in quel respiro malinconico e sofferto che permea tutta la sua prima produzione e che gli proviene dal legame con la sua terra natale, la Polonia.
Non lo so. A me sembra, ascoltando questo brano e nello stesso tempo osservando la foto, che Szymanowski avesse qualcosa dentro. Qualcosa di irrisolto che lo tormentava. E che filtrava attraverso i suoi occhi vitrei, la sua carnagione esangue, il suo portamento nobile. Come un febbrile e affannoso desiderio di annientamento, celato dietro una maschera immobile e tetra.
Buon ascolto.
L
giovedì, 24 maggio 2007
K.S.
(on air: "Karol Szymanowski - Prelude op.1 n.2 (Luca)")
Di
Karol Szymanowski ho già parlato
altrove. E’ un autore a me molto caro e ci sono fasi in cui mi identifico chiaramente nella sua musica. Mi riferisco in particolare ad un pugno di opere, quelle giovanili, in cui il compositore polacco non ha ancora abbandonato definitivamente la tradizione, la tonalità, l’armonia classica.
Ci sono fasi, dicevo, in cui mi identifico nella sua musica e sono quelle in cui ti avvolge un’indefinita inquietudine, a cui non sai dare con precisione un senso. Ogni mio stato d’animo ha una sua colonna sonora, o per lo meno qualcosa che gli si avvicina. In musica ci sono tanti tipi di malinconia, e quella di origine slava credo non abbia eguali.
La malinconia di Tchaikovsky è però ancora troppo morbida e salottiera, benchè in certe opere sia sommamente struggente. Quella di Glazunov troppo di maniera, nonostante anche qui ci siano stupefacenti eccezioni. Quella di Scriabin talora troppo sofisticata e cerebrale. Quello di Rachmaninoff è più un horror vacui, che ti stringe lo stomaco in una morsa e disperde le facoltà razionali in un costellazione di angosce.
Quella di Szymanowski, invece, è malinconia allo stato puro. Grigiore senza spiragli, è un cielo di nuvole compatto e basso, che si stringe soffocante al suolo. E’ un rumore sordo nella testa e un serpeggiare nei visceri. Qualcosa che ti paralizza nella consapevolezza che tutto ciò che ti circonda è vacuo e inutile.
A volte, queste note sono la traduzione in musica di ciò che sento.
L.
venerdì, 09 giugno 2006
ESANGUE POLONIA
(on air:"K. Szymanowski - Prelude op.1 n.1 (Luca)")
Da un paio di giorni a questa parte, il genio vagamente tetro di
Karol Szymanowski (1882 - 1937) è tornato a farmi visita. Lo dico con una punta di amarezza perché quand’è così significa giorni un po’ cupi e profondamente riflessivi. Ho conosciuto da non molto tempo questo compositore,
forse il più grande musicista polacco della prima metà del ‘900. E da quando ne sono venuto a contatto, non me ne sono più liberato.
La cosa singolare è che di lui adoro
unicamente le opere giovanili, cioè
NON quelle per cui è internazionalmente riconosciuto come un maestro di enorme importanza ed influenza (
Metopes, Masques, etc.). Per intenderci, i brani pianistici
fino all’op.10. Da lì in poi mi risulta estremamente difficoltoso ascoltarlo. Ma fino a quella fatidica op.10 lo venero smisuratamente.
Certo, il suo modello di riferimento è indiscutibilmente
Alexander Scriabin. Ma nonostante questa forte dipendenza artistica che caratterizza le sue prime opere, è già riconoscibile. E’ già identificabile per alcuni tratti specificamente suoi. Pensoso, languidamente inquieto, contrassegnato da un pallore dolente, un po’ com’era fisicamente lui stesso.
Ricordo che tempo fa mi imbattei
in una enorme galleria di immagini di Szymanowski. Non so nemmeno io come feci a trovarla. So che fu impressionante. Alto, slanciato, magro, elegantissimo e dal portamento nobile. Ma quel viso. Strano. Spento, esangue. Una specie di vampiro. Mai un sorriso. Gli occhi trasparenti, vacui. Forse si spiega con la sua vita tormentatissima.
In sottofondo, ascoltate me che suonicchio il primo dei suoi
Preludi op.1. E’ un ciclo di nove brani, uno più bello dell’altro. A questo sono particolarmente affezionato. Oggi l’ho registrato insieme ad altri quattro. Li posterò man mano, uno dopo l’altro. Oppure salturariamente. Meglio, anzi. Va preso a piccole dosi.
Buon ascolto, e un abbraccio
L.
sabato, 21 gennaio 2006
AUTORE: KAROL SZYMANOWSKI - INTERPRETE AL PIANO: ...IO! ;-)

Ormai avrete capito che la musica, di qualsiasi tipo essa sia ma soprattutto classica, è la passione della mia vita.
Ed anche che suono il pianoforte dall'età di 10 anni circa. MI sono diplomato che avevo 19 anni.
C'è stato un periodo neanche troppo lontano in cui onestamente ho accarezzato il sogno di diventare un concertista.
Sogno che è naufragato a causa di molteplici fattori, tra i quali primariamente la mia scarsa attitudine alla competizione.
Il mondo della musica, più di altri, è ormai saturo sia dal punto di vista della carriera concertistica, sia dell'insegnamento.
Perciò (è sempre stato così, ma oggi ancora di più) dev'essere principalmente l'agonismo a guidarti nel tentativo di far emergere il tuo talento al di sopra della media, altrimenti sei e resterai per sempre un buon pianista ma anonimo e irriconoscibile tra migliaia di altri pianisti come te.
Io questa cosa non sono mai riuscito ad accettarla sino in fondo, perchè snatura e svilisce il senso profondo del fare musica, un piacere che per me è puramente fine a se stesso. Le competizioni e i concorsi nazionali ed internazionali saranno anche importanti, ma finiscono per ridurre l'arte ad una specie di mercato del bestiame.
E così, il sogno sta ora dentro un cassetto. Ma la passione è sempre la medesima, ed anzi si rafforza col tempo.
Dopo 20 anni, posso ben dire che il mio amore per la musica è l'unica vera certezza nella mia vita. Il resto muta, si trasforma, ma lei è sempre lì con me e può trovarsi dentro uno spartito aperto sul leggio del pianoforte, oppure dentro un CD. Non mi abbandona mai.
Ho dato diversi concerti nella mia regione. Ora da qualche anno il lavoro si è impadronito del mio tempo, ma forse quest'anno avrò ancora l'opportunità di suonare di fronte al pubblico. Nel frattempo, quando posso e nei ormai rari momenti liberi, mi siedo al pianoforte a coda e studio, suono, eseguo. E respiro di nuovo, dopo essere stato in apnea tutta la giornata.
Di seguito trovate un brano (o per lo meno provo a postarlo) che ho registrato qualche mese fa con l'ausilio della mia tastiera.
Si tratta di un pezzo per pianoforte che ho scoperto di recente e che ho amato sin da subito: le
Variazioni in si bemolle minore op.3 di
Karol Szymanowski, genio della musica polacca della prima metà del '900. E' piuttosto complesso tecnicamente ed ho cercato di studiarlo a fondo, soprattutto il finale. Dura all'incirca una decina di minuti.
Buonanotte a tutti,
Luca
LINK AL BRANO