sabato, 18 ottobre 2008
YANN TIERSEN


Yann Tiersen, "Le comptine d'un autre été - L'aprés midi"
da "Il favoloso mondo di Amélie"

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venerdì, 10 ottobre 2008
VEDRAI VEDRAI



oramai mi pare chiaro: questo è il periodo Tenco...
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lunedì, 06 ottobre 2008
LONTANO LONTANO




un'altra perla del grande Tenco

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domenica, 28 settembre 2008
LUIGI TENCO - MI SONO INNAMORATO DI TE


amo Tenco da una vita ma l'ho affrontato solo di recente
perchè non mi sono mai ritenuto sufficientemente pronto ad eseguirlo,
è di una bellezza talmente accecante che mi intimorisce e ho sempre
provato nei suoi confronti una sorta di timore reverenziale:
ora voglio provarci

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domenica, 17 agosto 2008
JEAN SIBELIUS
(nel video: "Var det en dröm? - Was it a dream? - Jean Sibelius")




Jean Sibelius - Var det en dröm? (Was it a dream?) Op.37 n.4

[...era un sogno?]
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venerdì, 02 maggio 2008
KEITH JARRETT: Tokyo, Solo Concert - Part 2D


[sublime]
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sabato, 12 aprile 2008
CI SONO CANZONI...


...che vivono di vita propria.

[...]
Per chi vive all'incrocio dei venti
ed è bruciato vivo,
per le persone facili che non hanno dubbi mai,
per la nostra corona di stelle e di spine,
per la nostra paura del buio e della fantasia.
[...]
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giovedì, 27 marzo 2008
PASQUA INDIMENTICABILE
(on air: "Fabrizio De Andrè - Per i tuoi larghi occhi")



[ho patito un gelo considerevole per scattare questa foto notturna...]

21/03/2008
Appena arrivati a Carpegna, intorno alle 14, ci ha accolto il gelo della villa. Credo fosse da Natale che nessuno ci ha più messo piede. Nell’attesa che il calore del cherosene facesse effetto, dopo pranzo siamo subito usciti in cerca di qualcosa, forse un po’ di Bellezza. L’abbiamo trovata su un sentiero negli immediati pressi della casa. Si sale per un centinaio di metri, fino ad un pianoro che domina la valle. Il cielo non promette nulla di buono. Nero come la pece. La sera, confidenze intorno al camino, mentre la voce squillante e sottile di Petra Magoni fa da tappeto sonoro.

22/03/2008
E’ sabato. Lo stereo diffonde la musica crepuscolare di  “Five leaves left” di Nick Drake. Sono le 16 circa e siamo tutti sparsi per la villa, in piena distensione. Una sorta di quiete dopo la tempesta. Chi dorme, chi legge, chi tenta di comporre musica. Stamattina mi è sembrato di toccare il cielo con un dito. In alta quota, sul monte che prende il nome del paese che riposa alle sue pendici. La via che conduce alla cima porta un nome tra il ridicolo e l’inquietante: sentiero del Trabocchino. Poi, affrontandolo, si rivela ben poco comico. L’ultimo tratto era innevato e la salita è diventata una vera e propria arrampicata. Sulla vetta si è aperto un panorama mozzafiato. La montagna esercita su di me un fascino irresistibile, da sempre. Sotto il sole dei 1400 metri, il biancore delle plaghe di neve è accecante. Un soffio artico spazza i campi. I bucaneve tentano di aprirsi un varco circolare sotto il gelo. Non senti nulla, solo il fischio del vento. Ti piazzi al centro del pianoro e realizzi di essere nel bel mezzo della Bellezza. Di quella che riempie l’esistenza. E’ come se l’eternità si concentrasse tutta in un solo punto: qui ed ora, esattamente dove sei tu. Ho nelle orecchie la melodia persistente di “Mad world” nella cover di Gary Jules che fa da colonna sonora a “Donnie Darko”. Ed ora, eccoci qui, sparpagliati per la casa a riprendere fiato. Ma accomunati da un legame, un filo silenzioso: lo spettacolo che ci si è parato di fronte stamattina.

23/03/2008
La Bellezza oggi ci ha visitato nei termini di una nevicata memorabile. La mattina siamo partiti alla volta di Sassocorvaro, un paesino caratteristico come ce ne sono tanti sparsi nelle Marche. Usciti dalla visita della rocca, sulla strada del ritorno comincia a nevicare. La neve ci accompagna fino alla villa. Il biancore ci attira come api sul miele, perciò ci buttiamo subito a capofitto su un sentiero immacolato, giusto il tempo di parcheggiare l’auto. Al rientro, tante foto e un pupazzo di neve, con tanto di carota per naso e un paio di noci come occhi. Sembra di essere tornati bambini. Nello stereo, Giorgio Conte.

24/03/2008
Ci siamo alzati e un sole splendente picchiava duro sui cristalli di neve. Doccia veloce, spesa, poi si parte per una passeggiata sui campi innevati nel parco dei Sassi Simone e Simoncello. La neve intatta viene sporcata dai nostri passi fangosi e dalle infantili scritte “INTO THE WILD” che dissemiamo lungo il percorso. Ci sfianchiamo raggiungendo un punto panoramico spazzato dai venti. Poi, in lontananza, vediamo sopraggiungere un fronte nuvoloso piuttosto ostile. Nel giro di pochi minuti ci sorprende una tempesta di neve che seppellisce rapidamente le nostre tracce. Facciamo dietro front, ci distanzia dal paese circa un’ora e mezzo di cammino. Torniamo a casa zuppi e felici. Nel pomeriggio, nevica, torna il sole, nevica di nuovo. La sera, nulla di programmato, l'unica cosa certa è che domattina ci attende il ritorno in città ed è la sola, inevitabile nota stonata di una Pasqua che non dimenticherò facilmente. Il fuoco del camino, le chiacchiere degli amici e nello stereo, tutto Faber.

25/03/2008
Fine della favola

L.
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lunedì, 18 febbraio 2008
INTO THE WILD
(on air: "Eddie Vedder - Guaranteed ("Into the wild" soundtrack)




Oggi sono andato a vedere “Into the wild”, il film di Sean Penn attualmente nelle sale e tratto da una storia vera. Ne vorrei parlare ma trovo difficoltà a trovare le parole giuste. Penso che sia un capolavoro assoluto. Uno di quei film che, quando arrivi alla fine, vorresti ricominciare da capo e rivedertelo di nuovo. C’è una sincerità di intenzioni e di emozioni che fa accaponare la pelle. Ci sono numerosi momenti di commozione autentica. Che scaturisce con assoluta semplicità, senza retorica. E poi ci sono tutta una serie di tematiche che difficilmente lasciano indifferenti. Il viaggio, come percorso di ricerca personale e umana. Come tentativo di acchiappare la Bellezza con la b maiuscola. Che è anche una fuga dalle bruttezze della società. Dalle sue storture, dalla sua falsità, dalla sua ipocrisia.
Christopher McCandless, il protagonista, abbandona la sua famiglia rigidamente inquadrata, la sua vita agiata, la sua laurea fresca fresca, il suo futuro. I suoi soldi li devolve ad una organizzazione di beneficenza. Diventa “Alex Supertramp”, la sua nuova identità di nomade. Con sé solo uno zaino, i suoi amati libri (Tolstoj, London, Thoreau, Pasternak) e negli occhi la voglia di libertà. Di respirare l’aria pura dei paesaggi immensi. Delle vallate e delle montagne. Per una vita veritiera. Per capirci qualcosa. Ma lui ha già qualcosa da dire. E lo lascia in pegno a tutti coloro che incontra sulla sua strada: una coppia di hippies, un agricoltore simpatico e imbroglione, una giovane e bellissima cantautrice (interpretata da Kristen Stewart, di cui difficilmente riuscirò a dimenticare gli occhi di cristallo...) che si innamora di lui. E, infine, un vecchio disperato ma dignitoso, che grazie a Chris/Alex ritrova un’ultima spinta a vivere e ad uscire dal suo guscio senile. Tutti costoro ricorderanno per sempre questo ragazzo che, novello San Francesco, ha rifiutato la materialità del mondo per un confronto solitario con la Natura.
Chris/Alex continua la sua marcia infaticabile verso il Nord. Fino alla sua meta, l’Alaska, dove si installa nella carcassa di un bus abbandonato. E qui vive di nulla. Lui e la Natura. Nient’altro. Per giorni e giorni. Leggendo gli adorati testi che ha portato con sé. Ma proprio Tolstoj gli fa comprendere che “la felicità è reale solo se condivisa”. Non più da soli, quindi.
Mi fermo qui, il resto di questa storia magnifica dovrete scoprirlo voi.
Andate a vedere questo film. Perché non è un semplice film.
Ma la storia di chi ha avuto il coraggio disperato di rifiutare la falsità del mondo per inseguire Verità e Bellezza.
Un forte abbraccio,
L.

PS: l'ultimo fotogramma del film, un autoscatto del vero Christopher McCandless davanti al bus, solo e sperduto in Alaska, mette i brividi...
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domenica, 03 febbraio 2008
ABOUT BLANK
(nel video: "Giovanni Allevi - Il bacio (Luca)")




Ultimamente sento di non avere molto da dire. Non sono tranquillo, non possiedo la serenità d'animo necessaria a scrivere qualcosa di sensato a proposito di musica. Mi aspettano giorni piuttosto difficili al lavoro. Perciò sarà il caso di lasciar parlare direttamente la musica stessa. See you later.
Un forte abbraccio,
L.
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