lunedì, 11 giugno 2007
Postato da lucamadeus alle 00:41 - Permalink
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domenica, 17 settembre 2006
FRATRES
(on air: "Arvo Part - Fratres (Kronos Quartet)")

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Qua sotto trovate un sondaggino relativo al brano di Arvo Part, è rapidissimo, basta solo scegliere l'opzione desiderata e cliccare su "Vote", mi farebbe piacere avere un vostro giudizio...
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questa magnifica foto e la successiva sono di PrimulaPaziente

Il brano che ascoltate in sottofondo esercita su di me un potere irresistibile. Si tratta di “Fratres” di Arvo Part, nella eccelsa esecuzione del Kronos Quartet, tratta dal CD “Winter was hard”. Come preannunciavo già a qualcuno di voi, credo sia dovuto al fatto che associo questa musica ad un periodo della mia vita a cui sono particolarmente legato, l’adolescenza. Non sto qui ad approfondire il discorso, non fregherebbe a nessuno, giustamente.

Se potete e volete, prendetevi 10 minuti della vostra vita e concentratevi su questi suoni di un incanto siderale. Non c’è molto da fare: bastano un paio di cuffie, il volume abbastanza alto (all’inizio la musica sembra quasi sussurrata dagli archi) e il raccoglimento di una notte, stellata o nuvolosa che sia. E una cosa fondamentale: gli occhi chiusi.


Arvo Part, 71 anni, estone, è reputato uno dei massimi compositori contemporanei di musica “colta”. Cosa rarissima, considerato che è ancora vivente (la storia insegna, purtroppo, che la grandezza di un artista viene solitamente riconosciuta dopo la sua morte). La sua tecnica compositiva, da lui definita “tintinnabuli”, è molto caratteristica e qui è spiegata abbastanza bene, per chi volesse sviscerare.


Per quanto mi riguarda, ascoltare “Fratres” e vedere superbe immagini come queste, raffiguranti le “mie” adorate Dolomiti, è qualcosa che va al di là di una comune esplicazione verbale. Non si può dire. Probabilmente è qualcosa che ha a che fare con l’Infinito. Con l’Aldilà. Con un Mondo che è al confine tra Reale e Irreale. Mi ci immergo, sospeso tra ricordi d’infanzia, sublimi impressioni, intuizioni paniche. Mi ci perdo, senza più cognizione del tempo e dello spazio.

[ieri pomeriggio]
mi ritrovo disteso nel letto, senza forze, in preda ad uno smarrimento che, presumo, ha radici profonde ma che, latente e silenzioso, riemerge di tanto in tanto quando sto male anche fisicamente, saranno tutti gli antibiotici che sto assumendo per debellare questa stramaledetta otite che mi perseguita da giorni, sembrava sparita, e invece rieccola, ma non è lei la causa, non è lei, è una debolezza che da corporea diventa spirituale, una spossatezza, un deperimento, quando ti senti schiacciato da forze superiori, quando anche muovere i muscoli di un dito diventa un’impresa, quando non sai che cazzo ti succede, insomma, mi ritrovo nel letto, come dicevo, e dormo un sonno pesante, profondo, mi risveglio in uno stato di semincoscenza, rimango immobile per almeno mezz’ora, gli occhi vagano, sono alla deriva, ma pian piano riprendo vita, mi pare una resurrezione ancora più snervante del riposo, non sto male, o per lo meno non nel senso classico del termine, anzi, vorrei rimanere così a lungo ma so che sarebbe peggio, allora mi forzo, cerco di alzarmi, mi ritrovo seduto e scompare tutto, pericolosamente in equilibrio su di un filo esilissimo, sottile e inconsistente, mi puntello, mi raddrizzo, ci provo, ci sono, ci sono ancora, esisto, resisto
rieccomi al Mondo […]

L.
Postato da lucamadeus alle 16:19 - Permalink
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giovedì, 23 febbraio 2006
IL RESPIRO DELLA MONTAGNA


Cliccate sull'immagine: si aprirà un breve filmato in Flash che ho
realizzato l'anno scorso, in piena crisi d'astinenza da Dolomiti...
Ah, una parte importante del filmato è la colonna sonora: occhio!...anzi, orecchio! ;-)
[una volta che la barra viola del LOADING è arrivata al 100%, cliccate su "Continue"]


Lassù è un'altra cosa.
Lassù, il tuo respiro si sincronizza con quello della Natura.
Ti siedi su una pietra, in mezzo ad un prato. Potresti essere stecchito da quanto sei immobile, nessuno se ne accorgerebbe.
Davanti, le Dolomiti.
E, per una frazione di secondo, Tutto ti diventa chiaro.
Comprendi ogni cosa. E' una sensazione strana, vertiginosa, da capogiro, ma può capitare.
I colori sono più nitidi. Gli odori più penetranti. I sensi sembrano decuplicarsi.
Ti invade una sorta di affetto totalizzante e onnicomprensivo.

Una volta, ero Lassù.
Sedevo su una pietra.
Davanti, le Dolomiti.
Ok, già detto.
Ma quello che non ho detto...
...è che ho parlato con il Mondo.

Buonanotte
Luca
Postato da lucamadeus alle 00:21 - Permalink
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