Rispondo in breve a chi gentilmente mi chiedeva notizie sul concerto che ho fatto lo scorso venerdì. E’ stata davvero una gran bella esperienza. Ho ripreso a suonare in pubblico dopo 5 anni di silenzio totale, e già questo per me è un obiettivo raggiunto. Quanto a me, nonostante le condizioni avverse (caldo afoso, un pianoforte che non mi rispondeva granchè, acustica mediocre…), sono veramente molto soddisfatto, ho reagito bene, anche se al termine ero stremato. Esattamente come mi capitava 5 anni fa, continuo sempre a dare il massimo, tutto me stesso, quando suono di fronte agli altri. Stavolta poi c’era la componente dei brani composti da me, emotivamente non trascurabile. E’ andata che meglio non si poteva. Non tanta gente, è vero, e tutta accorsa tramite un passaparola di pochi giorni. Ma la quantità era una questione secondaria. Quella che c’era ha mostrato un gradimento che, confesso, non mi aspettavo così intenso nei confronti dei miei pezzi. Ed è questo che mi interessava primariamente, ciò che mi ha spinto ad organizzare tutto da solo questo concerto. Non dico altro perché si è sempre pessimi giudici di se stessi. Io poi sono specializzato nel farmi a pezzi.
La strada è quella buona, penso di averlo appurato definitivamente. Tutto sta a batterla con costanza e convinzione. C’è chi da sempre dice che mi trasformo quando suono in concerto. Forse è vero, sta di fatto che anch’io mi sento diverso, e mi sembra per un attimo di uscire dai ristretti e anonimi panni quotidiani. Respiro un’aria diversa sul palco, di fronte alla tastiera. E’ qualcosa che, realmente, non si può spiegare a parole. Bisogna provarlo.
Ringrazio di cuore tutti quelli che c’erano e che mi hanno dimostrato con così tanto calore il loro apprezzamento. Una per tutti,
Raffaella, persona gentilissima e amabile delle mie parti, conosciuta un po’ per caso qui nel caotico mondo dei blog. Che, troppo buona,
ha dedicato pure un post all’occasione. Ma soprattutto
Ale, che tra foto e video ha lavorato sin troppo!
Ci credo fermamente in questa cosa e voglio andare avanti. Fosse anche solo per loro.
Ma soprattutto per me.
Un caro saluto,
L.