domenica, 09 novembre 2008
FORREST GUMP



[Alan Silvestri - Forrest Gump (main theme)]
non so a voi, ma a me questa colonna sonora è sempre piaciuta un sacco

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domenica, 26 ottobre 2008
MOON RIVER


non viene subito in mente il visino da cerbiatto di Audrey Hepburn in
"Colazione da Tiffany" mentre la canta sognante, seduta sul
davanzale della propria finestra?

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domenica, 12 ottobre 2008
ENNIO MORRICONE



questa, secondo me, è una delle partiture più belle del grande Maestro italiano:
"Playing love" da "La leggenda del pianista sull'oceano" di Giuseppe Tornatore
una grande colonna sonora per un grande film

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martedì, 04 marzo 2008
LE VITE DEGLI ALTRI


[capolavoro]
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lunedì, 18 febbraio 2008
INTO THE WILD
(on air: "Eddie Vedder - Guaranteed ("Into the wild" soundtrack)




Oggi sono andato a vedere “Into the wild”, il film di Sean Penn attualmente nelle sale e tratto da una storia vera. Ne vorrei parlare ma trovo difficoltà a trovare le parole giuste. Penso che sia un capolavoro assoluto. Uno di quei film che, quando arrivi alla fine, vorresti ricominciare da capo e rivedertelo di nuovo. C’è una sincerità di intenzioni e di emozioni che fa accaponare la pelle. Ci sono numerosi momenti di commozione autentica. Che scaturisce con assoluta semplicità, senza retorica. E poi ci sono tutta una serie di tematiche che difficilmente lasciano indifferenti. Il viaggio, come percorso di ricerca personale e umana. Come tentativo di acchiappare la Bellezza con la b maiuscola. Che è anche una fuga dalle bruttezze della società. Dalle sue storture, dalla sua falsità, dalla sua ipocrisia.
Christopher McCandless, il protagonista, abbandona la sua famiglia rigidamente inquadrata, la sua vita agiata, la sua laurea fresca fresca, il suo futuro. I suoi soldi li devolve ad una organizzazione di beneficenza. Diventa “Alex Supertramp”, la sua nuova identità di nomade. Con sé solo uno zaino, i suoi amati libri (Tolstoj, London, Thoreau, Pasternak) e negli occhi la voglia di libertà. Di respirare l’aria pura dei paesaggi immensi. Delle vallate e delle montagne. Per una vita veritiera. Per capirci qualcosa. Ma lui ha già qualcosa da dire. E lo lascia in pegno a tutti coloro che incontra sulla sua strada: una coppia di hippies, un agricoltore simpatico e imbroglione, una giovane e bellissima cantautrice (interpretata da Kristen Stewart, di cui difficilmente riuscirò a dimenticare gli occhi di cristallo...) che si innamora di lui. E, infine, un vecchio disperato ma dignitoso, che grazie a Chris/Alex ritrova un’ultima spinta a vivere e ad uscire dal suo guscio senile. Tutti costoro ricorderanno per sempre questo ragazzo che, novello San Francesco, ha rifiutato la materialità del mondo per un confronto solitario con la Natura.
Chris/Alex continua la sua marcia infaticabile verso il Nord. Fino alla sua meta, l’Alaska, dove si installa nella carcassa di un bus abbandonato. E qui vive di nulla. Lui e la Natura. Nient’altro. Per giorni e giorni. Leggendo gli adorati testi che ha portato con sé. Ma proprio Tolstoj gli fa comprendere che “la felicità è reale solo se condivisa”. Non più da soli, quindi.
Mi fermo qui, il resto di questa storia magnifica dovrete scoprirlo voi.
Andate a vedere questo film. Perché non è un semplice film.
Ma la storia di chi ha avuto il coraggio disperato di rifiutare la falsità del mondo per inseguire Verità e Bellezza.
Un forte abbraccio,
L.

PS: l'ultimo fotogramma del film, un autoscatto del vero Christopher McCandless davanti al bus, solo e sperduto in Alaska, mette i brividi...
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domenica, 20 gennaio 2008
L'ARIA DI VERSAILLES
(on air: "F.Couperin - Les Baricades Misterieuses (Luca)")




In sottofondo sentite il suono di un clavicembalo. Bene. Non è che mi sono ammattito ed ho speso tutti i miei risparmi comprando uno strumento d’epoca costosissimo di quelli completamente affrescati in tutti i suoi lati, compreso l’interno della piccola coda. Per carità, è un oggetto esteticamente molto bello in grado anche di impreziosire notevolmente l’arredamento di una casa. Però no, non sono arrivato a tanto. Semplicemente, la tastiera MIDI che ho acquistato qualche mese fa su internet e che collego solitamente al pc è in grado di riprodurre, tra i tanti strumenti, anche un tipo di clavicembalo particolarmente realistico. Al che, considerata la mia atavica passione per la musica antica, mi sono deciso a registrare qualcosina.
A questo brano sono sempre stato molto affezionato, perché lo considero uno tra i più moderni e originali (ed anche tra i più eseguiti pure oggi) gioielli che compongono i 4 Livres dei Pieces du Clavecin di Francois Couperin (1668 – 1733). Ad ogni suo pezzo Couperin associava un nome, che poteva rappresentare un carattere, un oggetto, una sensazione, un comportamento umano. In questo senso, lo si può considerare uno dei padri della cosiddetta “musica a programma”. Quello che ascoltate si intitola “Les baricades misterieuses” (vale a dire “Le barricate misteriose”). Ad essere onesti, è un titolo piuttosto oscuro che mi risulta difficile collegare all’atmosfera sognante e luminosa del brano. Ha un che di metafisico, che però, in un certo senso, lo rende ancora più affascinante.
Recentemente mi è capitato di vedere il film “Marie Antoinette”, di Sofia Coppola (di cui per altro ho adorato il sulfureo "Lost in traslation"). Mi è piaciuto, ma niente di più. Non sto qui a dilungarmi sul perché. Ad ogni modo, tra i vari brani che costituiscono la splendida colonna sonora della pellicola, compare anche questo di Couperin ed è così che, dopo diversi anni, mi sono trovato a tirare fuori nuovamente lo spartito.
Insomma, posso solo sperare che questa mia insolita veste di clavicembalista abbia prodotto qualcosa di piacevole in grado di garbarvi per qualche minuto.
Buon ascolto e un abbraccio,
L.
Postato da lucamadeus alle 11:44 - Permalink
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domenica, 09 dicembre 2007
MARE D'INVERNO
(on air: "L.Tenco - Ho capito che ti amo (Luca)")



[il mare, oggi]

Ho da poco finito di leggere “Il disco del mondo”, di Walter Veltroni. E’ una sorta di breve viaggio nella tragica esistenza di Luca Flores, giovane e geniale pianista jazz morto suicida a 39 anni nel 1995. Da questo libro è stato tratto il film di Riccardo Milani “Piano, solo” con Kim Rossi Stuart e Jasmine Trinca. Che non ho visto. E che non so se vedrò, anche se naturalmente mi incuriosisce. Ma è una storia troppo toccante e, prima di vederne una qualsiasi traduzione cinematografica, devo avere il tempo di smaltire le penose sensazioni che mi ha lasciato dentro.

Talmente penose che, per qualche giorno, ho sentito il desiderio di allontanarmi un poco dal mio amatissimo strumento. Cosa quanto mai insolita, visto che ci sono periodi in cui vivo quasi una sorta di simbiosi con il piano. Anche questo fine settimana, tante foto. Mi hanno fatto bene. E mi ha fatto bene uscire e guardare le cose intorno a me. E oggi pomeriggio, tornato a casa dopo una passeggiata in luoghi dove il mare d’inverno sembrava respirare all’unisono con me, ho rimesso timidamente le mani sopra la tastiera. E’ venuto fuori quello che ascoltate. Una mia rilettura incerta ma, vi assicuro, molto sentita di “Ho capito che ti amo” di Luigi Tenco.

Al di là di tutto, posso solo sperare di essere riuscito a trasmettervi un po’ delle emozioni che questa canzone splendida è in grado di suscitare ogni volta in me.
Un caro abbraccio,
L.
domenica, 21 ottobre 2007
LA RAGAZZA DEL LAGO



Sono anni che sento recitare il de profundis del cinema italiano, e in tante occasioni, soprattutto nelle grandi kermesse cinematografiche internazionali, i sintomi di una morte imminente appaiono con maggiore evidenza. Poi però ti trovi di fronte a pellicole come “La ragazza del lago”, dell’esordiente Andrea Molaioli, e il piacere di ricredersi è notevole. Esordiente, poi, si fa per dire, dato che è lunga la sua carriera di assistente di registi del calibro di Nanni Moretti e Carlo Mazzacurati.

E’ una storia molto lineare, “La ragazza del lago”, senza impennate, senza improvvisi sbalzi di temperatura. Con al centro il ritrovamento del corpo senza vita di una ragazza. Un noir esistenziale, dove l’apparente apatia degli abitanti di uno sperduto borgo friulano si intreccia, in una trama inestricabile, con i tormenti privati e soffocati del commissario Sanzio. Interpretato dal miglior Toni Servillo che io abbia mai visto.


Uno dei più grandi attori italiani del momento. Sommesso, realistico, mai caricaturale, misuratissimo in ogni scena. Assolutamente perfetto, nella parte di un uomo attraversato da una confusione emotiva indicibile, ma sempre trattenuta dietro le sbarre di una maschera impenetrabile, glaciale. Duro, scorbutico, antieroe, e perciò umano, vero. Insegue una verità amarissima, che si manifesta solo nelle ultime sequenze del film, senza alcun clamore, anzi quasi sibilata, sussurrata. Per due ordini di motivi: perché è orribile e perché, soprattutto e paradossalmente, è normale. Consumata nella quotidianità di vite ordinarie.



[Il trailer del film]

Cast di prim'ordine dove svettano, oltre a Servillo, Omero Antonutti, Anna Bonaiuto e Valeria Golino. Solo conferme, è chiaro. Formalmente, i punti di contatto con “Le conseguenze dell’amore” di Paolo Sorrentino (film che ho amato smisuratamente) sono tanti, a cominciare dal contrasto tra la colonna sonora, a metà tra chillout e  minimalismo elettronico, e scene staticissime. E dalla dimensione quasi metafisica in cui il commissario si muove, quasi fosse un acquario. Un paesaggio emotivo immobile, cristallizzato in esistenze sempre uguali a se stesse e guardato attraverso gli occhi di un uomo che combatte giorno per giorno una sua personale guerra contro il vuoto e il nulla che lo circondano. Attraverso le uniche armi che conosce: intelletto, disillusione, ironia.
Fortemente consigliato.

L.
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domenica, 14 ottobre 2007
LA SCONOSCIUTA



Accidenti, davvero un gran bel film, “La sconosciuta” di Tornatore. Avvincente, emozionante, asciutto, antiretorico (con l’eccezione di alcune sequenze finali, forse, ma senza che ciò deturpi minimamente l’autenticità espressiva della pellicola). Cast di prim’ordine, con alcuni tra i volti migliori del nostro cinema (Placido, Gerini, Favino, Buy, Haber). La protagonista, Kseniya Rappoport, attrice teatrale russa da noi sostanzialmente sconosciuta (appunto…), è toccante, sensibile, bravissima. Oltre che una gran bella donna, detto per inciso. Questo film ha vinto svariati premi, 5 David di Donatello, 4 Nastri d’argento, ora apprendo che è pure candidato agli Oscar. Tutto strameritato.

Con i film di Tornatore ho avuto sempre un rapporto un po’ difficile. Nel senso che è un regista dalle smisurate capacità tecniche e narrative, uno dei pochi cineasti italiani dal respiro internazionale. Ma a volte tende a strafare, come ne “L’uomo delle stelle”. O a cadere in una retorica un po’ facile, come ne “La leggenda del pianista sull’oceano”, pellicola per altro splendida in numerose scene. A mio parere, Tornatore è un regista dalle due anime. Una più espansiva, magniloquente, prolissa. Un’altra, quella che amo davvero, più intimista, psicologica, essenziale. Una giusta commistione di entrambe ha dato voce a “Nuovo Cinema Paradiso” ,“Una pura formalità”, e questo “La sconosciuta”. Capolavori stilistici ed emotivi.

C’è però una cosa di Tornatore che mi entusiasma sopra ogni altra. E’ uno che, eroicamente, ancora crede nelle storie. Nelle storie belle e ben raccontate, intendo. Un pò come diceva Truffaut. Quelle che ti avvolgono e coinvolgono, che ti prendono allo stomaco, che ti appassionano fino alla commozione, che ti inchiodano alla poltrona. In questo è un po’ l’erede di una scuola cinematografica vecchio stampo che pian piano si sta perdendo. Dove tutto, dalla musica alla fotografia, gravita intorno al puro piacere di narrare. E dove non ci si vergogna di lasciarsi andare, di annegare in un sogno ad occhi aperti. Quello del cinema.

L.
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sabato, 01 settembre 2007
VARIE ED EVENTUALI
(on air: "Schumann - Melodia op.85 (Luca- Steinway Studio)")



Barcellona: giochi d'acqua colorati al Montjuïc
(circa mezz'ora di prove per fare questa foto...)




On Air: Schumann - Melodia op.85 (Luca- Steinway Studio)

Questo sarà un post molto sconclusionato, temo.
E’ iniziato il countdown, lunedì si ricomincia a trottare alla grande. Già intravedo le 45.000 emails che mi attendono “cordialmente” in ufficio. Barcellona ancora nel cuore, e sarà difficile da scacciare. Cioè, io non voglio scacciarla, ma sarebbe il caso, perché non posso iniziare a lavorare con il perenne ricordo di un bel momento nella testa. Sarei totalmente deconcentrato, e con il bestemmia-man in circolazione non è cosa buona. Anyway…
Ho appena finito un libro stratosferico: “Chiedi alla polvere” di John Fante. Da cui è stato tratto un film con Salma Hayek e Colin Farrell che la critica ha per lo più considerato mediocre ma che a me non è dispiaciuto. Però dovrei rivederlo, alla luce della lettura recente. Il libro è a tratti eccessivo, barocco, furibondo, frenetico, a tratti lirico, spazioso, immobile come le grandi distese desertiche che circondano L.A. Storia originalissima. Un amore strano, nato dal risentimento sociale, personale, anche fisico, se vogliamo. Un tira e molla disperato.
Cos’altro? Ah sì, appena tornato da Barcellona ho acquistato online una tastiera musicale, in realtà è un controller MIDI, completo di pedalino sustain. La collego al pc e con un software di campionamento dei suoni davvero splendido (per l’ottimo rapporto qualità-del-suono/peso-del-programma) riesco a suonare un mucchio di strumenti diversi. Inoltre è come se avessi tre pianoforti a coda in casa, Steinway, Yamaha C7, i migliori insomma, e la cosa è abbastanza esaltante. E’ un sogno che si avvera, dopo averlo vagheggiato da parecchio.
Tant’è che sto registrando un po’ di pezzi miei, per lo più scaturiti dalla voglia di improvvisare che è risorta dopo tanto tempo grazie a tutto questo armamentario. Alcuni li avevo anche scritti diverso tempo fa, e li ho riesumati. Vorrei arrivare ad un buon numero di tracce, metterli su cd e farli sentire a qualcuno. Visto mai che si potesse produrre qualcosa di decente?…
Piuttosto: nel mp3 player in alto potete ascoltare un brano del mio amato Schumann che ho registrato ieri, suonando su uno Steinway, in ambiente da studio discografico (santi programmi di campionamento…;-)).

Un saluto, buon we e un abbraccio a tutti.
L.
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