domenica, 20 gennaio 2008
L'ARIA DI VERSAILLES
(on air: "F.Couperin - Les Baricades Misterieuses (Luca)")




In sottofondo sentite il suono di un clavicembalo. Bene. Non è che mi sono ammattito ed ho speso tutti i miei risparmi comprando uno strumento d’epoca costosissimo di quelli completamente affrescati in tutti i suoi lati, compreso l’interno della piccola coda. Per carità, è un oggetto esteticamente molto bello in grado anche di impreziosire notevolmente l’arredamento di una casa. Però no, non sono arrivato a tanto. Semplicemente, la tastiera MIDI che ho acquistato qualche mese fa su internet e che collego solitamente al pc è in grado di riprodurre, tra i tanti strumenti, anche un tipo di clavicembalo particolarmente realistico. Al che, considerata la mia atavica passione per la musica antica, mi sono deciso a registrare qualcosina.
A questo brano sono sempre stato molto affezionato, perché lo considero uno tra i più moderni e originali (ed anche tra i più eseguiti pure oggi) gioielli che compongono i 4 Livres dei Pieces du Clavecin di Francois Couperin (1668 – 1733). Ad ogni suo pezzo Couperin associava un nome, che poteva rappresentare un carattere, un oggetto, una sensazione, un comportamento umano. In questo senso, lo si può considerare uno dei padri della cosiddetta “musica a programma”. Quello che ascoltate si intitola “Les baricades misterieuses” (vale a dire “Le barricate misteriose”). Ad essere onesti, è un titolo piuttosto oscuro che mi risulta difficile collegare all’atmosfera sognante e luminosa del brano. Ha un che di metafisico, che però, in un certo senso, lo rende ancora più affascinante.
Recentemente mi è capitato di vedere il film “Marie Antoinette”, di Sofia Coppola (di cui per altro ho adorato il sulfureo "Lost in traslation"). Mi è piaciuto, ma niente di più. Non sto qui a dilungarmi sul perché. Ad ogni modo, tra i vari brani che costituiscono la splendida colonna sonora della pellicola, compare anche questo di Couperin ed è così che, dopo diversi anni, mi sono trovato a tirare fuori nuovamente lo spartito.
Insomma, posso solo sperare che questa mia insolita veste di clavicembalista abbia prodotto qualcosa di piacevole in grado di garbarvi per qualche minuto.
Buon ascolto e un abbraccio,
L.
Postato da lucamadeus alle 11:44 - Permalink
In ---> musica, cultura, cinema, arte, mani, paris, mie strimpellate - commenti (25)
lunedì, 07 gennaio 2008
INFLUENZE, ISOTTE e via discorrendo
(nel video: "Jessye Norman sings Liebestod")




La storiella del precedente post necessita di un complemento un po’ meno divertente. In realtà, il malessere di quei primi giorni era l’anticamera dell’influenza, la cosiddetta “Pacifica” (di nome, NON di fatto). Era da un pezzo che non la beccavo. A tutt’oggi mi ritrovo barricato in casa, circondato da antibiotici, fazzoletti, decongestionanti, termometri e via dicendo. Mi sembra di essere una fontana, la bronchite mi devasta ad ogni colpo di tosse, non dormo praticamente mai e i segni di miglioramento si contano giorno per giorno sulla punta delle dita. Vabbè, come dice quel luminare del mio medico: “deve fare il suo corso”… L’unico aspetto positivo (non da poco!) della faccenda è che sto procrastinando di qualche giorno il ritorno in ufficio, di conseguenza anche le bestemmie del mio capo stanno subendo un gradevole ritardo.

In questa fase di smaccata nullafacenza, quando non impegnato in espettorazioni, termomisurazioni, maledizioni, le mie attività si riducono a due: leggere e suonare, da sempre fonti primarie di sopravvivenza per me. Anche YouTube mi ha tenuto piacevole compagnia, e mi sono reso conto che è veramente un pozzo senza fondo. Ho trovato pure la sigla di un programma sulla salute, “Check up” (ogni riferimento al mio stato attuale è puramente casuale…) che la RAI trasmetteva nei primi anni ’80: http://www.youtube.com/watch?v=9-N3q4PIERA
Cercavo questa musica da un mucchio di tempo, sapete quelle “operazioni nostalgia” delle serie voglio farmi del male? Ecco.

Poi ho finalmente scovato quella che, secondo me, è una delle più belle e intense esecuzioni della “Isoldes Liebdestod” dal “Tristan und Isolde” di Richard Wagner. Trovate il video in alto, allegato a questo post. Canta Jessye Norman, voce potente, cupa, perfetta nell’interpretare le musiche della “sacra Trimurti” tedesca Wagner/Mahler/Strauss. Un provatissimo, commosso Herbert von Karajan dirige gli immensi Wiener Philarmoniker. Seriamente, il “Tristan” è una delle opere più belle e coinvolgenti che siano mai state scritte. Emozione palpabile, allo stato puro. Se alla fine del video, quasi inconsapevolmente, doveste ritrovarvi con il volto rigato di lacrime, niente paura: ci sarebbe da preoccuparsi del contrario! ;-)

Un caro abbraccio,
L.
Postato da lucamadeus alle 12:51 - Permalink
In ---> musica, cultura, poesia, arte, memoria - commenti (24)
martedì, 01 gennaio 2008
FELICE ANNO NUOVO!



Per inaugurare l’anno nuovo, vi racconto la storiella della mia fine d’anno.
L’altroieri notte è venuto a farmi visita un mio caro amico che non vedevo da diverso tempo, Mal di Gola. Non mi ha fatto chiudere occhio, costringendomi a chiacchierare del più e del meno per tutta la nottata fino all’alba. Ogni tanto si alzava gironzolando per casa, per poi ripresentarsi puntuale ai pasti, tenendomi compagnia. Ad un certo punto, verso ora di pranzo, suona il citofono ed ecco un’altra amica di vecchia data, Febbre. Un tempo io, Mal di Gola e Febbre eravamo inseparabili, formavamo un gruppetto di amici formidabile. Hanno deciso di rifarsi vivi per festeggiare insieme la fine dell’anno! “Che pensiero gentile avete avuto”, esclamo. Figuratevi, con Febbre ci sono pure finito a letto nel pomeriggio, con grave disappunto di Mal di Gola, relegato come sempre al ruolo di voyeur. “E’ la tua condanna”, mi diverto a stuzzicarlo. Nel pomeriggio si aggiunge Tosse, ragazza simpaticissima con cui sono rimasto tuttora in buoni rapporti.
Verso sera avevo appuntamento con altri amici per festeggiare l’anno nuovo. Allora, prendo Febbre da una parte e le dico: “Senti, purtroppo dove vado non posso portarti con me, perché siamo in troppi”. Lei versa qualche lacrima, si gira dall’altra parte e si ficca sotto le coperte, mormorando “Sempre così!”.
E’ stata una bella festa, a casa di Fra, con Gianlu e i nostri famigliari.
Tosse è stata un po’ mogia per tutta la serata: a volte spariva inspiegabilmente, per poi tornare ancora più avvilita di prima. Solo Mal di Gola mi è stato fedelmente vicino, da buon amico. O almeno così credevo. Perché ad un certo punto non l’ho più visto. Screanzato, non ha nemmeno aspettato di festeggiare insieme la fine dell’anno!
Al mio ritorno, Febbre non era più nel mio letto. Sul cuscino, un biglietto:
“Mi hai ferita, scappo con Mal di Gola, addio!”.
E vissero felici e contenti…
…ma io ancora più felice e contento di loro! :-)

Che il 2008 vi porti gioia, serenità e la realizzazione dei vostri sogni.
BUON ANNO A TUTTI, un caro abbraccio

L.

PS: ah, Tosse è ancora qui con me, s’intende… ;-)
Postato da lucamadeus alle 12:54 - Permalink
In ---> amici, caduta libera - commenti (31)