martedì, 30 ottobre 2007
(MICRO)VIAGGIO A PRAGA



Altro viaggio, altra meta. Per il ponte di Novembre, pochi giorni, mi concedo un’incursione a Praga. La comitiva che mi accompagna è piacevolmente eterogenea, ancor più di quella creatasi per il viaggio a Barcellona di quest’estate: la dott.ssa Miriam, medico fresco di specializzazione e vulcano di energia; Ale, ormai collaudato nonché eccellente compagno di viaggi; e Gianlu, amico fraterno e apprezzato blogger, meglio conosciuto come "Perdigiorno" (chi dei miei lettori frequenta il suo blog ha imparato a conoscerne l’inossidabile ironia e lo spiccato sense of humour). Gli ingredienti ci sono tutti per passare 4 giorni divertenti e interessanti. Mi sembra già di sentir risuonare le tessiture avvolgenti e l'inconfondibile melodia de "La Moldava", il più famoso dei 6 poemi sinfonici che compongono il ciclo "La mia patria" di Bedrich Smetana, dedicato al grande fiume che passa per Praga.
Unica variabile impazzita, il tempo: qui sembra di essere in piena Apocalisse.
Un adagio piuttosto noto dice: “sposa bagnata, sposa fortunata”.
…vale anche per i viaggi?
Un caro saluto e un forte abbraccio a tutti,
L.
Postato da lucamadeus alle 15:46 - Permalink
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domenica, 21 ottobre 2007
LA RAGAZZA DEL LAGO



Sono anni che sento recitare il de profundis del cinema italiano, e in tante occasioni, soprattutto nelle grandi kermesse cinematografiche internazionali, i sintomi di una morte imminente appaiono con maggiore evidenza. Poi però ti trovi di fronte a pellicole come “La ragazza del lago”, dell’esordiente Andrea Molaioli, e il piacere di ricredersi è notevole. Esordiente, poi, si fa per dire, dato che è lunga la sua carriera di assistente di registi del calibro di Nanni Moretti e Carlo Mazzacurati.

E’ una storia molto lineare, “La ragazza del lago”, senza impennate, senza improvvisi sbalzi di temperatura. Con al centro il ritrovamento del corpo senza vita di una ragazza. Un noir esistenziale, dove l’apparente apatia degli abitanti di uno sperduto borgo friulano si intreccia, in una trama inestricabile, con i tormenti privati e soffocati del commissario Sanzio. Interpretato dal miglior Toni Servillo che io abbia mai visto.


Uno dei più grandi attori italiani del momento. Sommesso, realistico, mai caricaturale, misuratissimo in ogni scena. Assolutamente perfetto, nella parte di un uomo attraversato da una confusione emotiva indicibile, ma sempre trattenuta dietro le sbarre di una maschera impenetrabile, glaciale. Duro, scorbutico, antieroe, e perciò umano, vero. Insegue una verità amarissima, che si manifesta solo nelle ultime sequenze del film, senza alcun clamore, anzi quasi sibilata, sussurrata. Per due ordini di motivi: perché è orribile e perché, soprattutto e paradossalmente, è normale. Consumata nella quotidianità di vite ordinarie.



[Il trailer del film]

Cast di prim'ordine dove svettano, oltre a Servillo, Omero Antonutti, Anna Bonaiuto e Valeria Golino. Solo conferme, è chiaro. Formalmente, i punti di contatto con “Le conseguenze dell’amore” di Paolo Sorrentino (film che ho amato smisuratamente) sono tanti, a cominciare dal contrasto tra la colonna sonora, a metà tra chillout e  minimalismo elettronico, e scene staticissime. E dalla dimensione quasi metafisica in cui il commissario si muove, quasi fosse un acquario. Un paesaggio emotivo immobile, cristallizzato in esistenze sempre uguali a se stesse e guardato attraverso gli occhi di un uomo che combatte giorno per giorno una sua personale guerra contro il vuoto e il nulla che lo circondano. Attraverso le uniche armi che conosce: intelletto, disillusione, ironia.
Fortemente consigliato.

L.
Postato da lucamadeus alle 13:18 - Permalink
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domenica, 14 ottobre 2007
LA SCONOSCIUTA



Accidenti, davvero un gran bel film, “La sconosciuta” di Tornatore. Avvincente, emozionante, asciutto, antiretorico (con l’eccezione di alcune sequenze finali, forse, ma senza che ciò deturpi minimamente l’autenticità espressiva della pellicola). Cast di prim’ordine, con alcuni tra i volti migliori del nostro cinema (Placido, Gerini, Favino, Buy, Haber). La protagonista, Kseniya Rappoport, attrice teatrale russa da noi sostanzialmente sconosciuta (appunto…), è toccante, sensibile, bravissima. Oltre che una gran bella donna, detto per inciso. Questo film ha vinto svariati premi, 5 David di Donatello, 4 Nastri d’argento, ora apprendo che è pure candidato agli Oscar. Tutto strameritato.

Con i film di Tornatore ho avuto sempre un rapporto un po’ difficile. Nel senso che è un regista dalle smisurate capacità tecniche e narrative, uno dei pochi cineasti italiani dal respiro internazionale. Ma a volte tende a strafare, come ne “L’uomo delle stelle”. O a cadere in una retorica un po’ facile, come ne “La leggenda del pianista sull’oceano”, pellicola per altro splendida in numerose scene. A mio parere, Tornatore è un regista dalle due anime. Una più espansiva, magniloquente, prolissa. Un’altra, quella che amo davvero, più intimista, psicologica, essenziale. Una giusta commistione di entrambe ha dato voce a “Nuovo Cinema Paradiso” ,“Una pura formalità”, e questo “La sconosciuta”. Capolavori stilistici ed emotivi.

C’è però una cosa di Tornatore che mi entusiasma sopra ogni altra. E’ uno che, eroicamente, ancora crede nelle storie. Nelle storie belle e ben raccontate, intendo. Un pò come diceva Truffaut. Quelle che ti avvolgono e coinvolgono, che ti prendono allo stomaco, che ti appassionano fino alla commozione, che ti inchiodano alla poltrona. In questo è un po’ l’erede di una scuola cinematografica vecchio stampo che pian piano si sta perdendo. Dove tutto, dalla musica alla fotografia, gravita intorno al puro piacere di narrare. E dove non ci si vergogna di lasciarsi andare, di annegare in un sogno ad occhi aperti. Quello del cinema.

L.
Postato da lucamadeus alle 11:22 - Permalink
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giovedì, 04 ottobre 2007
DAY IS DONE
(on air: "Nick Drake - Day is done")




When the day is done
Down to earth then sinks the sun
Along with everything that was lost and won
When the day is done.

When the day is done
Hope so much your race will be all run
Then you find you jumped the gun
Have to go back where you began
When the day is done.

When the night is cold
Some get by but some get old
Just to show lifes not made of gold
When the night is cold.

When the bird has flown
Got no-one to call your own
Got no place to call your home
When the bird has flown.

When the games been fought
You speed the ball across the court
Lost much sooner than you would have thought
Now the games been fought.

When the partys through
Seems so very sad for you
Didn't do the things you meant to do
Now theres no time to start anew
Now the partys through.

When the day is done
Down to earth then sinks the sun
Along with everything that was lost and won
When the day is done.
Postato da lucamadeus alle 00:30 - Permalink
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