domenica, 23 settembre 2007
AMARCORD
(on air: "Giovanni Mirabassi - Le chaland qui passe")





[Giovanni Mirabassi - Le chaland qui passe, dall'album "Cantopiano"]

Stamattina, ore 10:30. La mia nonna materna, Alda, l’unica rimasta.

“Una delle poche cose buone della mia vita è stata il lavoro. Sai, la scuola non mi piaceva. A 10 anni consegnavo i vestiti alle signore. Mi davano sempre qualche moneta di mancia, così potevo prenderci qualcosa da mangiare che mi piaceva. Imparavo il mestiere della sarta, e così, pian piano, sono progredita. Poi c’è stata l’occupazione, e lì di lavoro non ce n’era. Lì, il lavoro era la Resistenza. Un periodo buio, difficile tirare avanti. Ma ne siamo venuti fuori, e abbiamo ricominciato. Al negozio veniva tanta di quella gente…! Fai conto che nonno era stato operaio, impiegato, eppure era capace di allestire delle vetrine bellissime. Uno stile nuovo, diverso. La città non era abituata. Veniva gente importante… I rappresentanti portavano le stoffe, e io le sceglievo personalmente. Ricordo che una volta una signora mi ha commissionato un vestito da sposa per la figlia quando avevamo già chiuso l’attività. Me lo chiedeva con insistenza perché ci teneva che glielo facessi io. Non badava a spese, e mi sono sbizzarrita. La gonna l’ho fatta in modo che sembrasse una rosa, cucendogli in fondo delle listarelle di stoffa. Il corpetto era di organza e terminava con dei pizzi. Le ho fatto prendere anche dei guanti e il velo era corto, non di quelli lunghi lunghi…Era splendido, e la ragazza bellissima!
Ho amato il mio lavoro…
[…]
Ti ricordi quando eri piccolo e venivi in negozio? Giocavi con la vecchia calcolatrice di nonno… E Luana? Aveva il negozio qui a fianco. Quant’era contenta quando ti vedeva. Ti sedevi sulle sue ginocchia e dicevi a tutti: “Amico mio!”, indicando le persone con il ditino…”


Mentre parla, con movimenti incerti delle mani malferme disegna nell’aria immagini note solo a lei.
Gli occhi malandati nascosti dietro i grandi occhiali, smarriti in un pensiero o nella fatica di formularlo. Sempre più piccola e curva, sprofondata nella vecchia vestaglia. Ogni istante passato con lei è prezioso e non me lo voglio perdere. E anche se sono storie che ho già sentito tante volte, non mi stancherò mai di ascoltarle.
Per imprimerle nella memoria e poterle un giorno rivivere attraverso i suoi occhi.
L.

Dedicato a Consuelo
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sabato, 15 settembre 2007
STAGIONI
(nel video:"Tchaikovsky - October 'Autumn Song' from "The Seasons" op.37 (Luca)")




[P.I.Tchaikovsky - October 'Autumn Song' from "The Seasons" op.37]

Sono innamorato di questo pezzo. E' pervaso da uno struggente senso di fine, di chiusura.
Non scende a patti col mondo: "Lasciatemi annegare in questa tristezza", sembra dire sin dalle battute iniziali.
Non butta bene, oggi. Non è il caso che scriva altro.

L.
Postato da lucamadeus alle 17:45 - Permalink
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sabato, 01 settembre 2007
VARIE ED EVENTUALI
(on air: "Schumann - Melodia op.85 (Luca- Steinway Studio)")



Barcellona: giochi d'acqua colorati al Montjuïc
(circa mezz'ora di prove per fare questa foto...)




On Air: Schumann - Melodia op.85 (Luca- Steinway Studio)

Questo sarà un post molto sconclusionato, temo.
E’ iniziato il countdown, lunedì si ricomincia a trottare alla grande. Già intravedo le 45.000 emails che mi attendono “cordialmente” in ufficio. Barcellona ancora nel cuore, e sarà difficile da scacciare. Cioè, io non voglio scacciarla, ma sarebbe il caso, perché non posso iniziare a lavorare con il perenne ricordo di un bel momento nella testa. Sarei totalmente deconcentrato, e con il bestemmia-man in circolazione non è cosa buona. Anyway…
Ho appena finito un libro stratosferico: “Chiedi alla polvere” di John Fante. Da cui è stato tratto un film con Salma Hayek e Colin Farrell che la critica ha per lo più considerato mediocre ma che a me non è dispiaciuto. Però dovrei rivederlo, alla luce della lettura recente. Il libro è a tratti eccessivo, barocco, furibondo, frenetico, a tratti lirico, spazioso, immobile come le grandi distese desertiche che circondano L.A. Storia originalissima. Un amore strano, nato dal risentimento sociale, personale, anche fisico, se vogliamo. Un tira e molla disperato.
Cos’altro? Ah sì, appena tornato da Barcellona ho acquistato online una tastiera musicale, in realtà è un controller MIDI, completo di pedalino sustain. La collego al pc e con un software di campionamento dei suoni davvero splendido (per l’ottimo rapporto qualità-del-suono/peso-del-programma) riesco a suonare un mucchio di strumenti diversi. Inoltre è come se avessi tre pianoforti a coda in casa, Steinway, Yamaha C7, i migliori insomma, e la cosa è abbastanza esaltante. E’ un sogno che si avvera, dopo averlo vagheggiato da parecchio.
Tant’è che sto registrando un po’ di pezzi miei, per lo più scaturiti dalla voglia di improvvisare che è risorta dopo tanto tempo grazie a tutto questo armamentario. Alcuni li avevo anche scritti diverso tempo fa, e li ho riesumati. Vorrei arrivare ad un buon numero di tracce, metterli su cd e farli sentire a qualcuno. Visto mai che si potesse produrre qualcosa di decente?…
Piuttosto: nel mp3 player in alto potete ascoltare un brano del mio amato Schumann che ho registrato ieri, suonando su uno Steinway, in ambiente da studio discografico (santi programmi di campionamento…;-)).

Un saluto, buon we e un abbraccio a tutti.
L.
Postato da lucamadeus alle 12:10 - Permalink
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