venerdì, 24 agosto 2007
BARCELLONA
(nel video: "Federico Mompou - Impresiones Intimas n.7 "Cuna"")




[Federico Mompou, barcellonese doc - Impresiones Intimas n.7 "Cuna"]

Non sono portato per i resoconti di viaggio dettagliati e pignoli, anzi li detesto.
Barcellona è semplicemente meravigliosa. Calda, accogliente come una mamma, con le sue vie addobbate a festa e gli anziani, pure, tutti in strada fino a tarda notte ad ascoltare scampoli di musica catalana su un palco improvvisato. Ti aggiri  per i vicoli madidi col naso in su, la bocca aperta, la nebbia negli occhi. Ti fai incantare dai colori e dalle luci di una metropoli che non dorme mai e non conosce riposo. La mattina, odore di pulito e di caffè. La notte, sudore e urina. Vita incessante nel suo compulsivo aggrapparsi al tempo che corre via inesorabile. Negli sguardi, nei paesaggi, negli agglomerati urbani e umani, la bellezza e la violenza della terra spagnola, forte, sanguigna, terrena, ma anche morbida, armoniosa, solare. Il ventre vellutato della città risuona come una cassa armonica delle note e i gesti degli artisti di strada. Si noleggia un’auto per un paio di giorni ed ecco Girona, una specie di Firenze in miniatura, e Andorra, principato arroccato sui Pirenei. Nella mente, nomi di persone: Gaudì, Güell, Dalì, Picasso, Mompou. Nomi di luoghi: Montjuïc, Tibidabo, Parc Güell, Barceloneta, Ramblas, Plaça Catalunya, Plaça Espanya, Barrì Gotic, Camp Nou, Colonia Güell. Nomi di edifici: La Pedrera, Casa Batllò, la Sagrada Familia, la Cattedrale di Sant'Eulalia. Troppe cose da elencare.
Voglio rimanere non con il ricordo preciso, ma con l’idea di ciò che ho visto, sentito, toccato.


Un saluto entusiastico a questa città bellissima.
Un autentico grazie ai miei compagni di viaggio nonché carissimi amici: Checco, Nello, Ale.
E un abbraccio sconfinato a Claudiña, cicerone eccellente, ospite impagabile, amica dolcissima.

L.
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sabato, 11 agosto 2007
!HASTA LUEGO!



Parto per Barcellona, dieci giorni senza nessun pensiero.
Parto per abbandonare temporaneamente la mia ombra inquieta.
Parto a ritrovare la “mia Claudiña”, amica di sempre.

Vi lascio con i versi sublimi di Franco Scataglini, uno dei più ispirati poeti italiani del ‘900, mio conterraneo.

Portonovo

La rosa de clausura
renvoltata 'ntra i spi'
pe' te vuria scarpi'
for de la rete scura

de 'n giardi' abandonato
('costo a l'anima giacia
del mar che la robacia
del fondo ha rigetato),

rete che se dismaia
ruginita dal sale.
Un ca' sorte dal sciale
de la nebia e me 'baia.


(da “So’ rimaso la spina”, del 1977)

In qualsiasi parte del mondo io possa recarmi, ci andrò con le sue righe scolpite dentro. Parole di casa.
Un abbraccio a tutti, e buone vacanze.
L.
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