(nel video: "Franz Schubert - Improvviso op.90 n.3 (Alfred Brendel)")
UPDATE DEL 01-04-2007:
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Oggi al cinema ho visto "Centochiodi", l'ultimo film
di Ermanno Olmi: caldamente consigliato...
Alfred Brendel scolpisce il Terzo Improvviso op.90 di Franz Schubert
[...come si fa a non fremere?...]
Ma quando proprio voglio farmi del bene, suono o ascolto determinati autori. Uno di questi, forse quello a me più caro, anche se rifuggo qualsiasi tipo di gerarchia, è indubbiamente Franz Schubert. Oggi l’ho ripreso in mano, dopo mesi che lo trascuravo. Anche se, di tanto in tanto, sul mio leggio si alternano i due volumi delle sue Sonate per piano. Dicevo, l’ho ripreso in mano, suonando dalla a alla z i suoi 8 Improvvisi, op.90 e op. 142. Estasi pura. Il candore dell’innocenza, il pudore delle emozioni trattenute. E’ come un ragazzino che ti racconta una storia. Narrazione pura e fine a se stessa. Questi brani mi accompagnano da una vita. Ormai fanno parte di me.
Mentre strimpellavo è successa una cosa carina. Suonano alla porta. Mi sveglio di botto dallo stato di trance in cui cado sistematicamente con il buon Franz, mi alzo dallo sgabello e controllo dallo spioncino. E’ una mia vicina di casa, una affabile e giovanile nonna di due splendidi nipotini metà italiani e metà americani.
“Era da tanto che non suonavi Schubert. Che piacere risentirlo. Quando sento quelle note, interrompo ogni occupazione e mi metto ad ascoltare. Grazie.”
Grazie a lei, signora. Sono regali inaspettati e inestimabili, questi.
Un po’ come gli Improvvisi di Schubert. Gemme senza tempo.
L.








