venerdì, 02 maggio 2008
KEITH JARRETT: Tokyo, Solo Concert - Part 2D


[sublime]
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sabato, 12 aprile 2008
CI SONO CANZONI...


...che vivono di vita propria.

[...]
Per chi vive all'incrocio dei venti
ed è bruciato vivo,
per le persone facili che non hanno dubbi mai,
per la nostra corona di stelle e di spine,
per la nostra paura del buio e della fantasia.
[...]
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giovedì, 27 marzo 2008
PASQUA INDIMENTICABILE
(on air: "Fabrizio De Andrè - Per i tuoi larghi occhi")



[ho patito un gelo considerevole per scattare questa foto notturna...]

21/03/2008
Appena arrivati a Carpegna, intorno alle 14, ci ha accolto il gelo della villa. Credo fosse da Natale che nessuno ci ha più messo piede. Nell’attesa che il calore del cherosene facesse effetto, dopo pranzo siamo subito usciti in cerca di qualcosa, forse un po’ di Bellezza. L’abbiamo trovata su un sentiero negli immediati pressi della casa. Si sale per un centinaio di metri, fino ad un pianoro che domina la valle. Il cielo non promette nulla di buono. Nero come la pece. La sera, confidenze intorno al camino, mentre la voce squillante e sottile di Petra Magoni fa da tappeto sonoro.

22/03/2008
E’ sabato. Lo stereo diffonde la musica crepuscolare di  “Five leaves left” di Nick Drake. Sono le 16 circa e siamo tutti sparsi per la villa, in piena distensione. Una sorta di quiete dopo la tempesta. Chi dorme, chi legge, chi tenta di comporre musica. Stamattina mi è sembrato di toccare il cielo con un dito. In alta quota, sul monte che prende il nome del paese che riposa alle sue pendici. La via che conduce alla cima porta un nome tra il ridicolo e l’inquietante: sentiero del Trabocchino. Poi, affrontandolo, si rivela ben poco comico. L’ultimo tratto era innevato e la salita è diventata una vera e propria arrampicata. Sulla vetta si è aperto un panorama mozzafiato. La montagna esercita su di me un fascino irresistibile, da sempre. Sotto il sole dei 1400 metri, il biancore delle plaghe di neve è accecante. Un soffio artico spazza i campi. I bucaneve tentano di aprirsi un varco circolare sotto il gelo. Non senti nulla, solo il fischio del vento. Ti piazzi al centro del pianoro e realizzi di essere nel bel mezzo della Bellezza. Di quella che riempie l’esistenza. E’ come se l’eternità si concentrasse tutta in un solo punto: qui ed ora, esattamente dove sei tu. Ho nelle orecchie la melodia persistente di “Mad world” nella cover di Gary Jules che fa da colonna sonora a “Donnie Darko”. Ed ora, eccoci qui, sparpagliati per la casa a riprendere fiato. Ma accomunati da un legame, un filo silenzioso: lo spettacolo che ci si è parato di fronte stamattina.

23/03/2008
La Bellezza oggi ci ha visitato nei termini di una nevicata memorabile. La mattina siamo partiti alla volta di Sassocorvaro, un paesino caratteristico come ce ne sono tanti sparsi nelle Marche. Usciti dalla visita della rocca, sulla strada del ritorno comincia a nevicare. La neve ci accompagna fino alla villa. Il biancore ci attira come api sul miele, perciò ci buttiamo subito a capofitto su un sentiero immacolato, giusto il tempo di parcheggiare l’auto. Al rientro, tante foto e un pupazzo di neve, con tanto di carota per naso e un paio di noci come occhi. Sembra di essere tornati bambini. Nello stereo, Giorgio Conte.

24/03/2008
Ci siamo alzati e un sole splendente picchiava duro sui cristalli di neve. Doccia veloce, spesa, poi si parte per una passeggiata sui campi innevati nel parco dei Sassi Simone e Simoncello. La neve intatta viene sporcata dai nostri passi fangosi e dalle infantili scritte “INTO THE WILD” che dissemiamo lungo il percorso. Ci sfianchiamo raggiungendo un punto panoramico spazzato dai venti. Poi, in lontananza, vediamo sopraggiungere un fronte nuvoloso piuttosto ostile. Nel giro di pochi minuti ci sorprende una tempesta di neve che seppellisce rapidamente le nostre tracce. Facciamo dietro front, ci distanzia dal paese circa un’ora e mezzo di cammino. Torniamo a casa zuppi e felici. Nel pomeriggio, nevica, torna il sole, nevica di nuovo. La sera, nulla di programmato, l'unica cosa certa è che domattina ci attende il ritorno in città ed è la sola, inevitabile nota stonata di una Pasqua che non dimenticherò facilmente. Il fuoco del camino, le chiacchiere degli amici e nello stereo, tutto Faber.

25/03/2008
Fine della favola

L.
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giovedì, 20 marzo 2008
CONTRO OGNI ABOMINIO SUGLI ANIMALI


Pledge to go fur-free at PETA.org

ATTENZIONE!! IL VIDEO CONTIENE IMMAGINI DI ESTREMA VIOLENZA
PERPETRATA AI DANNI DI ANIMALI INDIFESI

Quello che mostro in questo post è un video durissimo, ai limiti della sopportazione, perciò occorre esserne consapevoli. Riguarda l'abominio compiuto in Cina sugli animali da pelliccia. E' qualcosa di inimmaginabile. Soprattutto, lo sguardo di questi animali è insostenibile. Sembrano chiederci "Perchè? Cosa ci state facendo?". Sembrano aver capito tutto. Che l'uomo non è un amico ma un carnefice. Che il mondo è devastazione e sfacelo. Che la vita è una randellata sui fianchi, un piede che ti sfonda la testa e un coltello che ti squarta mentre sei ancora vivo. E' impossibile trattenere le lacrime.
Se, dopo le prime sequenze, non ve la sentite di continuare a guardare, posso capirvi. Ma ciò non toglie che un tale massacro in nome della vanità umana debba suscitare lo sdegno che merita. Questo come TUTTI I MASSACRI, sparsi in ogni dove sul globo. Il disinteresse e il menefreghismo ci pongono allo stesso livello di quei trogloditi assassini nel video. Per questo, occorre sapere. Sempre.
Grazie, un forte abbraccio
L.
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martedì, 04 marzo 2008
LE VITE DEGLI ALTRI


[capolavoro]
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lunedì, 18 febbraio 2008
INTO THE WILD
(on air: "Eddie Vedder - Guaranteed ("Into the wild" soundtrack)




Oggi sono andato a vedere “Into the wild”, il film di Sean Penn attualmente nelle sale e tratto da una storia vera. Ne vorrei parlare ma trovo difficoltà a trovare le parole giuste. Penso che sia un capolavoro assoluto. Uno di quei film che, quando arrivi alla fine, vorresti ricominciare da capo e rivedertelo di nuovo. C’è una sincerità di intenzioni e di emozioni che fa accaponare la pelle. Ci sono numerosi momenti di commozione autentica. Che scaturisce con assoluta semplicità, senza retorica. E poi ci sono tutta una serie di tematiche che difficilmente lasciano indifferenti. Il viaggio, come percorso di ricerca personale e umana. Come tentativo di acchiappare la Bellezza con la b maiuscola. Che è anche una fuga dalle bruttezze della società. Dalle sue storture, dalla sua falsità, dalla sua ipocrisia.
Christopher McCandless, il protagonista, abbandona la sua famiglia rigidamente inquadrata, la sua vita agiata, la sua laurea fresca fresca, il suo futuro. I suoi soldi li devolve ad una organizzazione di beneficenza. Diventa “Alex Supertramp”, la sua nuova identità di nomade. Con sé solo uno zaino, i suoi amati libri (Tolstoj, London, Thoreau, Pasternak) e negli occhi la voglia di libertà. Di respirare l’aria pura dei paesaggi immensi. Delle vallate e delle montagne. Per una vita veritiera. Per capirci qualcosa. Ma lui ha già qualcosa da dire. E lo lascia in pegno a tutti coloro che incontra sulla sua strada: una coppia di hippies, un agricoltore simpatico e imbroglione, una giovane e bellissima cantautrice (interpretata da Kristen Stewart, di cui difficilmente riuscirò a dimenticare gli occhi di cristallo...) che si innamora di lui. E, infine, un vecchio disperato ma dignitoso, che grazie a Chris/Alex ritrova un’ultima spinta a vivere e ad uscire dal suo guscio senile. Tutti costoro ricorderanno per sempre questo ragazzo che, novello San Francesco, ha rifiutato la materialità del mondo per un confronto solitario con la Natura.
Chris/Alex continua la sua marcia infaticabile verso il Nord. Fino alla sua meta, l’Alaska, dove si installa nella carcassa di un bus abbandonato. E qui vive di nulla. Lui e la Natura. Nient’altro. Per giorni e giorni. Leggendo gli adorati testi che ha portato con sé. Ma proprio Tolstoj gli fa comprendere che “la felicità è reale solo se condivisa”. Non più da soli, quindi.
Mi fermo qui, il resto di questa storia magnifica dovrete scoprirlo voi.
Andate a vedere questo film. Perché non è un semplice film.
Ma la storia di chi ha avuto il coraggio disperato di rifiutare la falsità del mondo per inseguire Verità e Bellezza.
Un forte abbraccio,
L.

PS: l'ultimo fotogramma del film, un autoscatto del vero Christopher McCandless davanti al bus, solo e sperduto in Alaska, mette i brividi...
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domenica, 03 febbraio 2008
ABOUT BLANK
(nel video: "Giovanni Allevi - Il bacio (Luca)")




Ultimamente sento di non avere molto da dire. Non sono tranquillo, non possiedo la serenità d'animo necessaria a scrivere qualcosa di sensato a proposito di musica. Mi aspettano giorni piuttosto difficili al lavoro. Perciò sarà il caso di lasciar parlare direttamente la musica stessa. See you later.
Un forte abbraccio,
L.
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domenica, 20 gennaio 2008
L'ARIA DI VERSAILLES
(on air: "F.Couperin - Les Baricades Misterieuses (Luca)")




In sottofondo sentite il suono di un clavicembalo. Bene. Non è che mi sono ammattito ed ho speso tutti i miei risparmi comprando uno strumento d’epoca costosissimo di quelli completamente affrescati in tutti i suoi lati, compreso l’interno della piccola coda. Per carità, è un oggetto esteticamente molto bello in grado anche di impreziosire notevolmente l’arredamento di una casa. Però no, non sono arrivato a tanto. Semplicemente, la tastiera MIDI che ho acquistato qualche mese fa su internet e che collego solitamente al pc è in grado di riprodurre, tra i tanti strumenti, anche un tipo di clavicembalo particolarmente realistico. Al che, considerata la mia atavica passione per la musica antica, mi sono deciso a registrare qualcosina.
A questo brano sono sempre stato molto affezionato, perché lo considero uno tra i più moderni e originali (ed anche tra i più eseguiti pure oggi) gioielli che compongono i 4 Livres dei Pieces du Clavecin di Francois Couperin (1668 – 1733). Ad ogni suo pezzo Couperin associava un nome, che poteva rappresentare un carattere, un oggetto, una sensazione, un comportamento umano. In questo senso, lo si può considerare uno dei padri della cosiddetta “musica a programma”. Quello che ascoltate si intitola “Les baricades misterieuses” (vale a dire “Le barricate misteriose”). Ad essere onesti, è un titolo piuttosto oscuro che mi risulta difficile collegare all’atmosfera sognante e luminosa del brano. Ha un che di metafisico, che però, in un certo senso, lo rende ancora più affascinante.
Recentemente mi è capitato di vedere il film “Marie Antoinette”, di Sofia Coppola (di cui per altro ho adorato il sulfureo "Lost in traslation"). Mi è piaciuto, ma niente di più. Non sto qui a dilungarmi sul perché. Ad ogni modo, tra i vari brani che costituiscono la splendida colonna sonora della pellicola, compare anche questo di Couperin ed è così che, dopo diversi anni, mi sono trovato a tirare fuori nuovamente lo spartito.
Insomma, posso solo sperare che questa mia insolita veste di clavicembalista abbia prodotto qualcosa di piacevole in grado di garbarvi per qualche minuto.
Buon ascolto e un abbraccio,
L.
Postato da lucamadeus alle 11:44 - Permalink
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lunedì, 07 gennaio 2008
INFLUENZE, ISOTTE e via discorrendo
(nel video: "Jessye Norman sings Liebestod")




La storiella del precedente post necessita di un complemento un po’ meno divertente. In realtà, il malessere di quei primi giorni era l’anticamera dell’influenza, la cosiddetta “Pacifica” (di nome, NON di fatto). Era da un pezzo che non la beccavo. A tutt’oggi mi ritrovo barricato in casa, circondato da antibiotici, fazzoletti, decongestionanti, termometri e via dicendo. Mi sembra di essere una fontana, la bronchite mi devasta ad ogni colpo di tosse, non dormo praticamente mai e i segni di miglioramento si contano giorno per giorno sulla punta delle dita. Vabbè, come dice quel luminare del mio medico: “deve fare il suo corso”… L’unico aspetto positivo (non da poco!) della faccenda è che sto procrastinando di qualche giorno il ritorno in ufficio, di conseguenza anche le bestemmie del mio capo stanno subendo un gradevole ritardo.

In questa fase di smaccata nullafacenza, quando non impegnato in espettorazioni, termomisurazioni, maledizioni, le mie attività si riducono a due: leggere e suonare, da sempre fonti primarie di sopravvivenza per me. Anche YouTube mi ha tenuto piacevole compagnia, e mi sono reso conto che è veramente un pozzo senza fondo. Ho trovato pure la sigla di un programma sulla salute, “Check up” (ogni riferimento al mio stato attuale è puramente casuale…) che la RAI trasmetteva nei primi anni ’80: http://www.youtube.com/watch?v=9-N3q4PIERA
Cercavo questa musica da un mucchio di tempo, sapete quelle “operazioni nostalgia” delle serie voglio farmi del male? Ecco.

Poi ho finalmente scovato quella che, secondo me, è una delle più belle e intense esecuzioni della “Isoldes Liebdestod” dal “Tristan und Isolde” di Richard Wagner. Trovate il video in alto, allegato a questo post. Canta Jessye Norman, voce potente, cupa, perfetta nell’interpretare le musiche della “sacra Trimurti” tedesca Wagner/Mahler/Strauss. Un provatissimo, commosso Herbert von Karajan dirige gli immensi Wiener Philarmoniker. Seriamente, il “Tristan” è una delle opere più belle e coinvolgenti che siano mai state scritte. Emozione palpabile, allo stato puro. Se alla fine del video, quasi inconsapevolmente, doveste ritrovarvi con il volto rigato di lacrime, niente paura: ci sarebbe da preoccuparsi del contrario! ;-)

Un caro abbraccio,
L.
Postato da lucamadeus alle 12:51 - Permalink
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martedì, 01 gennaio 2008
FELICE ANNO NUOVO!



Per inaugurare l’anno nuovo, vi racconto la storiella della mia fine d’anno.
L’altroieri notte è venuto a farmi visita un mio caro amico che non vedevo da diverso tempo, Mal di Gola. Non mi ha fatto chiudere occhio, costringendomi a chiacchierare del più e del meno per tutta la nottata fino all’alba. Ogni tanto si alzava gironzolando per casa, per poi ripresentarsi puntuale ai pasti, tenendomi compagnia. Ad un certo punto, verso ora di pranzo, suona il citofono ed ecco un’altra amica di vecchia data, Febbre. Un tempo io, Mal di Gola e Febbre eravamo inseparabili, formavamo un gruppetto di amici formidabile. Hanno deciso di rifarsi vivi per festeggiare insieme la fine dell’anno! “Che pensiero gentile avete avuto”, esclamo. Figuratevi, con Febbre ci sono pure finito a letto nel pomeriggio, con grave disappunto di Mal di Gola, relegato come sempre al ruolo di voyeur. “E’ la tua condanna”, mi diverto a stuzzicarlo. Nel pomeriggio si aggiunge Tosse, ragazza simpaticissima con cui sono rimasto tuttora in buoni rapporti.
Verso sera avevo appuntamento con altri amici per festeggiare l’anno nuovo. Allora, prendo Febbre da una parte e le dico: “Senti, purtroppo dove vado non posso portarti con me, perché siamo in troppi”. Lei versa qualche lacrima, si gira dall’altra parte e si ficca sotto le coperte, mormorando “Sempre così!”.
E’ stata una bella festa, a casa di Fra, con Gianlu e i nostri famigliari.
Tosse è stata un po’ mogia per tutta la serata: a volte spariva inspiegabilmente, per poi tornare ancora più avvilita di prima. Solo Mal di Gola mi è stato fedelmente vicino, da buon amico. O almeno così credevo. Perché ad un certo punto non l’ho più visto. Screanzato, non ha nemmeno aspettato di festeggiare insieme la fine dell’anno!
Al mio ritorno, Febbre non era più nel mio letto. Sul cuscino, un biglietto:
“Mi hai ferita, scappo con Mal di Gola, addio!”.
E vissero felici e contenti…
…ma io ancora più felice e contento di loro! :-)

Che il 2008 vi porti gioia, serenità e la realizzazione dei vostri sogni.
BUON ANNO A TUTTI, un caro abbraccio

L.

PS: ah, Tosse è ancora qui con me, s’intende… ;-)
Postato da lucamadeus alle 12:54 - Permalink
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